I “Supereroi delle Spiagge” sul Podio: l’IC Praia a Mare Premiato all’Università della Calabria

Classi VA plesso Falcone di Via Galilei e VA Plesso L.D’Orrico di San Nicola Arcella

Si è conclusa con un prestigioso riconoscimento la giornata finale di “Researchers at Schools Activities”, parte del progetto europeo SuperScienceMe – ReSearch is your Elevation. Nell’Aula Magna dell’Università della Calabria, gli alunni delle classi quinte dell’Istituto Comprensivo Praia a Mare hanno esposto i risultati della ricerca ad una platea di studenti e docenti calabresi, portando a casa una targa e attestati di merito per il loro impegno scientifico ed ecologista.

Un’alleanza tra Scuola e Ricerca

Il progetto, dal titolo emblematico “Usa e getta, la spiaggia si rifiuta”, ha visto i bambini dei plessi “Falcone” (via Galilei, Praia a Mare) e “Luciano D’Orrico” (San Nicola Arcella) trasformarsi in veri ricercatori. Sotto la guida esperta delle dottoresse Manuela Russo e Francesca Crispino del RiMuseum (Sistema Museale Unical) e delle docenti Emilia Ciccia, Angela Silvestri e Carmela Lamoglie, i 37 piccoli “supereroi dell’ambiente” hanno analizzato lo stato di salute delle nostre coste.

La Road Map del Progetto

Il percorso scientifico si è articolato in diverse fasi cruciali tra gennaio e marzo 2026:

  • Gennaio: Definizione dell’idea progettuale.
  • Febbraio: Attività sul campo con la raccolta dei rifiuti presso un’area di circa 1 km a Praia a Mare, seguita da una meticolosa analisi e smistamento dei materiali.
  • Marzo: Elaborazione delle soluzioni e presentazione dei risultati alla Case Conference dell’Unical.

I Risultati: Miti da sfatare e Verità Scientifiche

Dall’analisi dei reperti totali raccolti, i bambini hanno tratto conclusioni sorprendenti che sfatano alcuni luoghi comuni:

  • L’origine dei rifiuti: Ben il 78% dei rifiuti non proviene dal mare, ma da attività quotidiane e turistiche locali.
  • Il pericolo invisibile: Sono stati catalogati 238 piccoli frammenti già erosi da agenti atmosferici. Se non fossero stati rimossi manualmente, sarebbero rimasti nell’ecosistema per sempre, entrando nella catena alimentare.
  • Composizione: Il 57% del materiale raccolto è risultato non differenziabile, evidenziando la necessità di migliorare le abitudini di consumo, nonostante i comuni interessati abbiano mostrato una buona predisposizione alla raccolta differenziata.
  • Biodiversità: Oltre ai rifiuti, i bambini hanno studiato reperti naturali, come residui di piante alofile e uno spiaggiamento di massa di Velella velella.

Un Premio all’Impegno Civico

La presentazione dei risultati, avvenuta il 25 marzo 2026 di fronte a una giuria accademica, è stata il coronamento di un sogno. Il lavoro è stato premiato non solo per il rigore scientifico, ma per la capacità dei bambini di sensibilizzare le proprie famiglie e la comunità, trasformando la ricerca in uno strumento di elevazione sociale e tutela del territorio.

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